MARRAKECH CONTEMPORANEA

MARRAKECH CONTEMPORANEA

a cura di
elena caslini
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“Città d’ocra” tinta dai mille colori dei suoi tappeti, spezie e tessuti. Marrakech non è sola una città, è un viaggio sensoriale tra secoli di storia che si incastrano a un’incalzante contemporaneità. L’aroma dell’harcha appena sfornata nei vicoli della Medina si mescola ai profumi speziati dei chioschi di Jemaa el-Fna, mentre nel quartiere di Gueliz i ristoranti e club alla moda offrono un’esperienza più cosmopolita. E se l’arte contemporanea resta ancora un lusso per pochi, il fermento culturale di Marrakech è innegabile. Dal Festival Internazionale del Film alla fiera 1-54 da poco conclusa, la città punta a diventare un nuovo epicentro artistico internazionale. Otre al già famosissimo Musée Yves Saint Laurent, con tanto di Jardin Majorelle, gli indirizzi interessanti sono già molti: ecco quelli che vi consigliamo di non perdere. 

MACAAL, ingresso © MACAAL

MACAAL
Nell’esclusivo quartiere di Al Maaden, il Museum of African Contemporary Art Al Maaden (MACAAL) ha riaperto Ie porte al pubblico lo scorso 2 febbraio, dopo un’importante ristrutturazione del valore di circa un milione di euro. Dalla sua inaugurazione nel 2016, il museo non aveva mai dedicato così tanta attenzione alla sua collezione permanente, nata dalla passione collezionistica del fondatore, l’immobiliarista Alami Lazraq, e oggi ampliata sotto la direzione del figlio Othman. MACAAL vuole posizionarsi come punto di riferimento internazionale per lo studio e la promozione dell’arte africana contemporanea, e la mostra in corso, "Seven Contours. One Collection", va proprio in questa direzione. Con circa 150 opere esposte in sezioni tematiche, fa immergere il visitatore nel meglio dell’arte marocchina e africana contemporanea. 

Comptoir des Mines Galerie, ingresso © Comptoir des Mines Galeries 

COMPTOIR DES MINES GALERIE
C’è un’idea più originale di trasformare gli uffici di una società mineraria in una galleria d’arte? È esattamente ciò che ha fatto Hicham Daoudi nel 2016, riconvertendo l’ex sede della Comptoir des Mines—un capolavoro dell’architettura modernista in Marocco— in una galleria di fama internazionale. Con oltre 1.200 metri quadri distribuiti su tre piani e un calendario ricco di vernissage, mostre e fiere internazionali – l’ultima, Zona Maco in Messico – la Comptoir des Mines Galerie è diventata una tappa imprescindibile per gli appassionati d’arte e un punto di riferimento nel sistema dell’arte contemporanea marocchino. Di recente, la galleria ha dedicato un’importante monografica a Mohammed Kacimi (1942-2003), pittore, poeta, docente e attivista politico, esposto per la prima volta alla Biennale di Venezia lo scorso anno, mentre, fino al 29 marzo, i riflettori sono puntati sull’artista contemporaneo marocchino Mohamed Arejdal (1984). 

Loft Art Gallery, Marrakech © Loft Art Gallery 

LOFT ART GALLERY
Quando Yasmine Berrada aprì la sua prima galleria a Casablanca nel 2009, molti le dissero che avrebbe chiuso entro sei mesi. Sedici anni dopo, Loft Art Gallery non solo è ancora attiva, ma ha da poco inaugurato una nuova sede a Marrakech e partecipa alle più prestigiose fiere internazionali - è stata la prima galleria marocchina ad essere ammessa ad Art Basel Paris. Il cuore della galleria resta la Scuola di Casablanca, il movimento modernista che ha riscoperto l’identità culturale marocchina dopo il protettorato francese. Ma negli ultimi anni, Berrada ha ampliato il suo sguardo al contemporaneo, promuovendo artisti marocchini - spesso legati alla diaspora, come Mous Lamrabat, o donne come Amina Agueznay e Bouchra Boudoua - oltre a talenti africani emergenti. La sua visione? Mostrare il sincretismo e la ricchezza dell’identità marocchina, proiettandola sulla scena globale.

Gabriel Gillet, Fillette prés d'une fontaine, Rabat, 1940 © Maison de la Photographie Marrakech 

MAISON DE LA PHOTOGRAPHIE
Nel cuore dei vicoli della Medina di Marrakech si trova un Riad unico nel suo genere: la Maison de la Photographie. Fondata nel 2009 da Hamid Mergani e Patrick Manach, più che un semplice museo è un vero e proprio archivio fotografico dedicato al Marocco e alle sue trasformazioni. La collezione comprende fotografie, giornali, cartoline e mappe che, attraverso mostre tematiche a rotazione, raccontano la storia e la società del Paese dal 1879 agli anni Sessanta. Tra le immagini più magnetiche ci sono affascinanti ritratti di donne berbere - simili a quelle che incantarono Matisse e i viaggiatori occidentali alla fine dell’Ottocento - così come scatti di strade e monumenti. Uno di questi è la Medersa Ben Youssef, non lontano dalla Maison: se negli anni Venti appariva come una struttura in rovina, oggi è uno dei monumenti meglio restaurati e più suggestivi della città. 

Elena Caslini è una storica dell’arte e autrice con base a Milano. Dopo aver conseguito con lode il Master in Storia dell'Arte presso il Courtauld Institute of Art di Londra, ha lavorato in gallerie e case d’asta internazionali, tra cui Gagosian e Christie's a Londra, per poi dirigere la Galleria Tommaso Calabro di Milano dal 2018 al 2024. Scrive di arte da quasi dieci anni, viaggiando instancabilmente per raccontare mostre, artisti, fiere e luoghi d’interesse storico e culturale. Attualmente collabora con diverse riviste, tra cui Il Giornale dell’Arte e Vogue Italia, ed è autrice della rubrica Gallery Series su Harper’s Bazaar Italia.